gelati

il piacere di star bene
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Il gelato al latte.
Le prime documentazioni risalgono ad un tal Ruggeri - inizi del 500 - venditore di polli, che vinse una gara di cucina indetta dai Medici con "una cosetta da nulla": un gelato al fiordilatte a cui diede forme "strabilianti", vere e proprie sculture.
Il successo fu enorme e Ruggeri nel 1553 venne trascinato da Caterina Dè Medici alla Corte di Francia.
La novità provocò scalpore ma anche gelosia e invidia nelle cucine. Tanto che Ruggeri, stufo di essere oggetto di pettegolezzi, ma anche di aggressioni fisiche, fuggì dalla Corte e nel biglietto di commiato che scrisse a Caterina si legge:
"Lascio qui tutte le mie ricette, fatene quello che volete. Vi lascio la gloria e il successo; preferisco ritornare ai miei polli". E così fece
.

Questa tipologia di gelato, che sviluppa mediamente 150/160 kcal per 100g., si presta ad essere trasformato in mille modi, gusti e sapori diversi: dal fiordilatte alla eterea vaniglia, dalla croccante stracciatella al fragrante caffè (formidabile antiossidante), ma anche come base per stupefacenti gelati di frutta come il "fico di Adamo" o "frutto dell'albero del paradiso terrestre", citato da Pellegrino Artusi, e cioè la banana: ma anche la fragola o la frutta secca come i pistacchi, le mandorle, le noci, ecc..

I dietologi lo consigliano alle donne in gravidanza (per la quantità di calcio e le vitamine presenti), ai bambini (anche piccoli in fase di dentizione, per le stesse ragioni), ai sedentari per la leggerezza e la digeribilità.

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"Il nostro lavoro è ricerca, valorizzazione e nuova interpretazione
di sapori dimenticati."

 



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